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Torre de’ Picenardi

Ha origine preistorica e sono stati trovati reperti dell’età del rame. Conobbe uno sviluppo significativo in età  romana, per la vicinanza con al via Postumia. Due documenti, rispettivamente del Trecento, documentano la più antica traccia della famiglia Pienardi, che continuerà fino alla metà del XX secolo. Tra il XV e il XVI secolo, le Torri e le sue frazioni, passate ufficialmente sotto il ducato di Milano, videro la presenza e il passaggio di truppe, incursioni, e altri episodi di ordine bellico e militare. Torre-de-picenardiA partire dal XVIII secolo inizia per il territorio di Torre un periodo di relativa tranquillità, i Picenardi, divenuti nel 1714 Marchesi, iniziarono alcune importanti opere di ristrutturazione dell’antico castello di famiglia, che culmineranno nella grande campagna edilizia della seconda metà del secolo che trasformerà la struttura nell’imponente villa di campagna che ancora attualmente possiamo ammirare. Sin dal medioevo i cinque piccoli centri che formano il comune di Torre de’ Picenardi erano a vocazione esclusivamente agricola, con una numerosa presenza di grandi cascinali contadini, alcuni di essi di antica fondazioni come quelli ancora attualmente esistenti a Pozzo Baronzio e a Ca de’Caggi. Villa Sommi Picenardi è il monumento più importante. Il nucleo più antico è costituito dagli edifici della parte sinistra, zona detta “il castelletto” con l’antica torre alla ghibellina di probabile origine medievale. Superato il ponte levatoio, si entra nel grande cortile principale, con i due grandi torrioni principali che ricordano l’antica residenza castellana a scopi di difesa; ai lati e di fronte si trovano le costruzioni principali della villa. A sinistra le cosiddette “cappuccine basse” , interrotte al centro dalla cappella della villa.Di fronte il corpo di fabbrica principale, ampliato nell’800 con l’aggiunta del corridoio con i tre grandi archi, su progetto di Faustino Rodi. Il locale certamente più famoso di tutta la villa è la  Bibliopinacoteca,  costruita per conservare l’importantissima e pregevole raccolta di dipinti, volumi, stampe, antichi manoscritti,  libri rari, oggi purtroppo perduti. Sempre con riferimento alle strutture difensive va ricordato il castello di S.Lorenzo, documentato a partire dal XV ma di origine probabilmente più antica. L’attuale aspetto del castello di san Lorenzo è il frutto di varie fasi edilizie, la più importante delle quali svoltasi nel XIX secolo e che ha dato al castello l’aspetto attuale; a partire dal 1829 per opera dell’architetto Luigi Voghera, molto conosciuto all’epoca. L’elemento principale nel progetto di San Lorenzo del Voghera, fu la creazione dell’ imponente facciata, caratterizzata da varie torri merlate di grande impatto scenografico e di chiaro richiamo medievale.  Tutto il complesso, soprattutto nell’ala principale, è caratterizzato negli interni da numerose stanze di varie dimensioni distribuite su più piani; tutte le sale, al contrario dell’esterno,  sono decorate in stile neoclassico, con continui richiami alla tradizione greca e romana. Nei monumenti a carattere votivo e religioso, invece, si deve accennare alla chiesa parrocchiale dedicata al Vescovo milanese e dottore della Chiesa Ambrogio, ricostruita tra il 1710 e il 1724 sui resti di un precedente edificio sacro; a navata unica, si presenta oggi al visitatore come un piccolo gioiello ricco di arte e storia, soprattutto grazie alla sapiente committenza della famiglia dei marchesi Sommi Picenardi, residenti nel borgo torrigiano per oltre 600 anni, che nei secoli l’hanno continuamente arricchita di pregevoli opere d’arte.