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Pessina Cremonese

PessinaDi queste terre si trovano documenti intorno all’anno Mille. Informazioni legate, per lo più, ai piccoli borghi di Monticelli Ripa d’Oglio e Villarocca, realtà importanti nella difesa del territorio. Nel primo caso è documentata una fortificazione mentre risulta in una bolla papale del 1060 che il borgo, allora denominato Montesello Nuovo, era soggetto al monastero di Santa Giulia. Fra l’XI e il XII secolo passò ai monaci del convento di San Lorenzo di Cremona. Già nel XIV secolo, una delle strade principali che si diramavano da Cremona verso il contado era proprio la strada detta di Monticelli Ripa d’Oglio che si dirigeva verso il fiume dove sorgeva il porto, che collegava il cremonese con i territori mantovani della sponda sinistra. A Rocca (primitivo nucleo dell’attuale Villarocca) è invece attestato un castello dal XIII secolo, acquistato da Buoso da Dovara. Ancora nel XIX secolo, però, sopravvivevano in una cascina chiamata Rocca, ubicata in prossimità del fiume, tracce di robuste murature ed il perimetro ad anello di un antico fossato castellano. Cinquecento tutti i borghi sono annoverati tra i comuni del contado cremonese. Nei monumenti particolarmente importante è la chiesa parrocchiale di Pessina Cremonese, dedicata a San Giorgio. Di gusto neogotico è stata edificata alla fine del XIX secolo. La facciata a capanna, i laterizio rosso, è caratterizzata da un ampio rosone centrale e da piatti di ceramica policroma che seguono l’andamento spiovente della gronda. A Monticelli Ripa d’Oglio la chiesa sorge al margine dell’abitato, accanto alla cascina Convento, l’antica dimora dei frati Olivetani, lungo la strada che conduceva al porto. Dedicata a Maria Vergine Annunciata, è un piccolo edificio a navata unica. A Villarocca, affacciata sulla piazza centrale, sorge una bella chiesa seicentesca dedicata a San Leonardo la cui torre campanaria, leggermente scostata, è collegata alla chiesa da una galleria pensile sorretta dal passaggio ad arco per raggiungere la casa parrocchiale. Anche a Stilo de’ Mariani l’edificio sacro, dedicato a Sant’ Andrea apostolo, sorge decentrato, circondato dalla campagna. La facciata è decorata da mosaici degli anni Settanta del Novecento. L’oratorio di Sant’Antonio d’Anniata, dedicato a sant’Antonio abate, è stato costruito costruito nel 1767 a navata unica sul luogo di una chiesa abbaziale precedente, assunse le caratteristiche attuali nel 1846, con il rifacimento della facciata e della torre campanaria culminante in un terrazzino belvedere. Significativa è la presenza di ville, anche se quella della famiglia Fraganeschi (tardo settecentesca) giace in stato di abbandono.